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2.35:1
Macchina da presa · Tecnica

2.35:1

Murnau AI illustration
Macchina da presa · Tecnica

2.35:1

23911851cinemascope · 7 Termini correlati Murnau AI illustration
2391 1851 cinemascope panavision anamorphic 4 perf academy ratio

Formato classico widescreen anamorfìco con rapporto di aspetto 2.35:1, creato mediante compressione 2x su pellicola 35 mm. Estetica epica per paesaggi, azione e narrazioni visivamente dominanti.

Specifiche Tecniche

Il rapporto d'aspetto 2.35:1 veniva originariamente creato tramite compressione anamorfica 2x su pellicola 35mm a 4 perforazioni. L'ottica di ripresa comprime l'immagine orizzontale di un fattore 2, la proiezione la decomprime ("de-squeezed") alla sua piena larghezza.

Parametri tecnici:

  • Anamorphic Squeeze: 2x orizzontale
  • Utilizzo della pellicola: Circa il 70-80% del fotogramma a 4 perforazioni
  • Risoluzione proiettata: 21,95 mm x 18,6 mm (squeezed) → 43,9 mm x 18,6 mm (de-squeezed)
  • Equivalente pixel (4K DI): 4096 x 1744 pixel (2.35:1)

Il de-squeeze ottico genera artefatti caratteristici:

  • Bokeh ellittico: I cerchi di sfocatura diventano ovali
  • Lens flare orizzontali: Le lenti anamorfiche creano striature orizzontali
  • Breathing: Leggera variazione della lunghezza focale durante la messa a fuoco

Digitalmente, il 2.35:1 viene spesso simulato tramite ritaglio (crop), perdendo l'estetica anamorfica.

Storia & Sviluppo

Il 2.35:1 nacque nel 1953 con CinemaScope, la risposta della 20th Century Fox al pubblico televisivo. La tecnologia originale CinemaScope utilizzava obiettivi anamorfici Bausch & Lomb con uno squeeze 2x. Il formato originale era 2.55:1, ma fu standardizzato a 2.35:1 nel 1957 per fare spazio alla colonna sonora ottica.

La Panavision subentrò a partire dal 1960 con ottiche migliorate, diventando sinonimo di "Scope". Gli obiettivi Panavision eliminarono molti problemi del CinemaScope (distorsione, sfocatura ai bordi) e stabilirono il 2.35:1 come formato premium.

Nel 1970, il formato fu tecnicamente adattato a 2.39:1 (standardizzazione SMPTE), ma "2.35:1" rimane un termine colloquiale per tutti i formati Scope.

Uso Pratico nel Cinema

Sergio Leone "C'era una volta il West" (1968) definì l'estetica 2.35:1 – composizioni estreme in grandangolo, volti ai margini dell'inquadratura, orizzonti infiniti. Il DP Tonino Delli Colli sfruttò ogni angolo del fotogramma Scope.

Stanley Kubrick "2001: Odissea nello spazio" (1968) dimostrò l'uso dello Scope per la fantascienza – l'ampiezza orizzontale accentua la solitudine cosmica e la precisione architettonica.

Denis Villeneuve "Blade Runner 2049" (2017) mostra la maestria moderna dello Scope – il DP Roger Deakins compone ogni fotogramma come un dipinto, utilizzando gli artefatti anamorfici come mezzi stilistici.

Varianti & Formati Correlati

2.39:1: Lo standard SMPTE attuale, tecnicamente identico al 2.35:1 per scopi pratici. Tutte le produzioni "Scope" moderne utilizzano il 2.39:1.

2.76:1 (Ultra Panavision 70): Ancora più ampio, utilizzato per epopee come "Ben-Hur" (1959) e "The Hateful Eight" di Tarantino (2015).

Crop Sferico 2.35:1: Le produzioni digitali spesso ritagliano riprese sferiche a 2.35:1, perdendo però l'estetica anamorfica.

Il vantaggio principale del 2.35:1 rimane la sua incomparabile qualità epica – nessun altro formato produce la stessa forza visiva e immersione orizzontale.

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