Panoramica
HDR sta per High Dynamic Range (elevata gamma dinamica) e si riferisce, nell'ambito del cinema e della TV, a procedure di ripresa, elaborazione e riproduzione che rappresentano una gamma di luminosità significativamente maggiore e uno spazio colore esteso (Wide Color Gamut) rispetto al classico SDR (Standard Dynamic Range). Mentre le immagini SDR sono progettate per una luminosità di picco di circa 100 nit (cd/m²), l'HDR punta a luci di picco decisamente più elevate e, contemporaneamente, a toni di nero più profondi e puri. L'HDR non è un singolo dispositivo, ma una catena di segnale continua dalla telecamera, attraverso il grading, fino al display.
L'HDR riguarda direttamente la tecnologia della telecamera e della post-produzione: per un'immagine HDR utilizzabile, il materiale SDR convenzionale non è sufficiente. Il prerequisito è materiale di ripresa con un'elevata gamma dinamica, ovvero registrazione in formato Log o RAW (ad es. ARRI Log-C, Sony S-Log3, Blackmagic RAW). I moderni sensori delle cineprese digitali (come la famiglia ALEV di ARRI) raggiungono una gamma dinamica nell'ordine di circa 14-17 stop, che costituisce la base per una valutazione HDR.
Funzioni di trasferimento e formati di consegna
L'HDR sostituisce la classica curva gamma con nuove funzioni di trasferimento (EOTF):
- PQ (Perceptual Quantizer, SMPTE ST 2084): codifica valori di luminosità *assoluti*; un valore di codice corrisponde sempre a un numero fisso di nit. Teoricamente rappresentabile fino a 10.000 nit. Base di HDR10, HDR10+ e Dolby Vision.
- HLG (Hybrid Log Gamma, ITU-R BT.2100): opera in modo *relativo* ed è retrocompatibile con i display SDR. Non necessita di metadati ed è quindi diffuso nell'ambito broadcast/live.
I formati di consegna più importanti si differenziano principalmente per i metadati che descrivono il mastering:
| Formato | Funzione di trasferimento | Metadati |
|---|
| HDR10 | PQ | statici |
| HDR10+ | PQ | dinamici (basati sulla scena) |
| Dolby Vision | PQ | dinamici (basati sulla scena) |
| HLG | HLG | nessuno |
I contenuti HDR vengono inoltre masterizzati in uno spazio colore esteso: Rec. 2020 (BT.2020) o, in pratica, spesso il DCI-P3 in esso contenuto, anziché il Rec. 709 (BT.709) usuale per l'SDR.
Utilizzo sul set e in post-produzione
Per il direttore della fotografia e il team di ripresa, l'HDR sposta la filosofia di esposizione: le alte luci, le luci pratiche e le luminosità delle finestre diventano più visibili e "reali" nell'immagine HDR, invece di bruciarsi prematuramente. Ciò aumenta il margine creativo, ma richiede anche un concetto di illuminazione consapevole, poiché le sorgenti luminose intense risaltano maggiormente nel master HDR.
In pratica, ciò significa: registrazione continua in formato Log o RAW, un monitor di riferimento HDR calibrato sul set e in post-produzione, e un flusso di lavoro di grading compatibile con HDR. Solitamente viene creato anche un montaggio SDR derivato (trim HDR-a-SDR), poiché non tutti i percorsi di uscita e i dispositivi finali supportano l'HDR. Riferimenti di settore come ITU-R BT.2100 o le specifiche UHD-Premium definiscono qui i valori target per la luminosità di picco e il livello del nero dei display di mastering.