Scurimento dei bordi dell'inquadratura — effetto ottico o in postproduzione. Dirige l'attenzione al centro, crea intimità.
La vignettatura è una strategia ottica sottile ma efficace: l'oscuramento dei quattro angoli e dei bordi dell'immagine, mentre il centro rimane luminoso. Sul set, viene creata dall'ottica stessa (obiettivi con lunghezze focali più lunghe, specialmente a diaframmi aperti), da filtri appositamente inseriti o in post-produzione. Non è un difetto da correggere semplicemente con il grading, ma uno strumento compositivo che, dosato correttamente, attira impercettibilmente lo spettatore verso il centro, creando una sorta di tunnel visivo.
Praticamente sul set: la vignettatura si crea automaticamente con determinate ottiche, soprattutto con vecchi obiettivi a focale fissa o prime con grandi aperture (f/1.4 in su). Alcuni direttori della fotografia utilizzano inoltre porta-filtri profondi o speciali filtri per vignettatura — ad esempio di Tiffen o Optimus — per accentuare consapevolmente questo effetto. Con gli anamorfici, la vignettatura è spesso una caratteristica naturale che appartiene al carattere estetico. Nell'era digitale, la tentazione di correggerla è grande, ma spesso è un errore. Una vignettatura leggera e dall'aspetto organico crea intimità e focalizzazione, specialmente nei piani ravvicinati e nei primi piani.
In post-produzione — con DaVinci, Premiere o Final Cut — può essere controllata con precisione millimetrica: raggio, morbidezza, intensità. Qui si ha il pieno controllo, si può dare profondità psicologica a singole scene in modo mirato. Scene con tensione esistenziale acquisiscono claustrofobia con una vignettatura discreta; i ritratti diventano più intimi. Ma: esagerare è un classico errore da principianti. Una vignettatura non dovrebbe farsi notare — dovrebbe agire inconsciamente, come una cornice invisibile attorno all'essenziale.
Correlati a questo sono termini come bokeh (la sfocatura), profondità di campo e lens flare — tutti strumenti che guidano lo sguardo. La vignettatura funziona al meglio in combinazione con illuminazione e composizione mirate. Chi la utilizza consapevolmente, guida senza essere invadente.