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Ripresa subacquea
Macchina da presa · Termini

Ripresa subacquea

Underwater Shot
Murnau AI illustration
15lb sandbag 20 c stand 216 diffusion 250 diffusion 251 diffusion 25lb sandbag 35lb sandbag 40 c stand

Telecamera in custodia stagno sott'acqua. Le onde rosse si assorbono subito, serve illuminazione artificiale: i colori si desaturano con la profondità, quindi l'illuminazione va pianificata al millimetro.

Dettagli Tecnici

Apparati subacquei professionali come l'Hydroflex Epic costano 45.000-60.000 Euro e sono impermeabili fino a 150 metri. Apparati standard di Ikelite o Nauticam coprono profondità fino a 60 metri (2.500-8.000 Euro). Sott'acqua, l'indice di rifrazione aumenta da 1,0 a 1,33, facendo apparire gli oggetti il 25% più grandi e il 33% più vicini. Obiettivi a cupola speciali con un diametro di 230 mm correggono le distorsioni grandangolari. A partire da 5 metri di profondità, sono necessarie luci aggiuntive con almeno 10.000 lumen. I sistemi di messa a fuoco subacquea funzionano con ingranaggi ingranditi e motori impermeabili.

Storia & Sviluppo

Nel 1916, il biologo Ernest Williamson girò le prime sequenze subacquee per "20.000 Leghe sotto i mari" con una telecamera autocostruita a forma di sfera di vetro. Nel 1954, Henri Broussard sviluppò il primo apparato subacqueo professionale per telecamere da 35 mm. La svolta arrivò nel 1977 con "Lo squalo" – il direttore della fotografia Michael Ballhaus utilizzò il rivoluzionario apparato subacqueo Elemack. Nel 1989, "The Abyss" introdusse mondi subacquei in CGI, nel 2003 "Alla ricerca di Nemo" combinò per la prima volta mondi subacquei completamente digitali con effetti di rifrazione della luce fotorealistici.

Uso Pratico nel Cinema

"Vita di Pi" (2012) utilizzò riprese in vasca per l'85% in una vasca da 1,7 milioni di litri dei Pinewood Studios. "Aquaman" (2018) girò primi piani in vasche da 4 metri con estensioni Blue/Green screen per inquadrature grandangolari. Flusso di lavoro tipico: Pre-immersione con un manichino della telecamera, tempo massimo di immersione 45 minuti, risciacquo immediato con acqua dolce. La comunicazione continua avviene tramite radio subacquea (Ocean Reef GSM G.divers). Svantaggi: Profondità di campo ridotta, perdita di colore già a partire da 3 metri, rischio di corrosione, autonomia limitata della batteria.

Confronto & Alternative

La tecnica Dry-for-Wet simula scene subacquee in aria attraverso movimenti rallentati, capelli fluttuanti ed effetti particellari – il 70% più economica delle riprese subacquee reali. La Partial Submersion si limita a riprese vicine alla superficie dell'acqua senza sigillatura completa. La Virtual Production con schermi LED sta sostituendo sempre più le vasche d'acqua: "La Sirenetta" (2023) ha utilizzato set virtuali al 90%. Le riprese subacquee reali rimangono indispensabili per un'autentica rifrazione della luce, la formazione di bolle e la dinamica naturale dell'acqua nelle inquadrature ravvicinate.

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