Meccanismo di messa a fuoco negli obiettivi anamorfici con elementi cilindrici controrrotanti che elimina il breathing orizzontale.
Il Rotating Astigmatizer è un principio di messa a fuoco per obiettivi anamorfici, sviluppato nel 1954 da Robert Gottschalk per Panavision. Due elementi cilindrici di vetro — gli astigmatizzatori — ruotano in direzioni opposte l'uno rispetto all'altro durante la messa a fuoco, mentre il gruppo sferico principale viene spostato linearmente.
Il problema che risolve
Gli anamorfici più semplici mettono a fuoco tramite un diottria frontale variabile: una lente mobile davanti all'obiettivo principale. Questo funziona, ma ha effetti collaterali: l'aberrazione cromatica aumenta, il limite di messa a fuoco ravvicinata rimane lontano e durante la messa a fuoco l'immagine si dilata orizzontalmente (effetto mumps). Il Rotating Astigmatizer evita questo: l'asse orizzontale dell'immagine rimane stabile, solo quello verticale cambia minimamente.
Chi lo usa
Panavision ha utilizzato il Rotating Astigmatizer in quasi tutti i suoi obiettivi anamorfici — C-Series, E-Series, T-Series, Ultra Panatar. Per molto tempo è stata una tecnologia esclusiva di Panavision. Xelmus dall'Ucraina ha integrato il principio nella loro serie Apollo a partire dal 2019, rendendola per la prima volta accessibile come obiettivo acquistabile. La costruzione consente limiti di messa a fuoco ravvicinata di 38 cm — eccezionale per gli obiettivi anamorfici.
A confronto
Diottria frontale variabile: più economica da produrre, più errori cromatici, messa a fuoco minima più lontana. Rotating Astigmatizer: più complesso, meno aberrazioni, messa a fuoco più ravvicinata, nessun breathing orizzontale. I design anamorfici posteriori (come ARRI Master Anamorphic) aggirano il problema in modo diverso: posizionano gli elementi cilindrici dietro il gruppo sferico.