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Filtro polarizzatore
Macchina da presa · Termini

Filtro polarizzatore

Polarizer
Murnau AI illustration
15lb sandbag 20 c stand 216 diffusion 250 diffusion 251 diffusion 25lb sandbag 35lb sandbag 40 c stand

Filtro ottico con cristalli dicroici che riduce la luce riflessa di 1,3–1,4 stop e elimina i riflessi di superficie.

Dettagli Tecnici

I filtri polarizzatori utilizzano cristalli dicroici o pellicole di polivinilalcol allungato che possono essere allineati ad un angolo di 90° l'uno rispetto all'altro. I diametri standard vanno da 52mm a 112mm per gli obiettivi delle fotocamere. La trasmissione, con filtri CPL ottimamente allineati, si attesta tra il 38-42%, corrispondente a una perdita di luce di 1,3-1,4 stop. I filtri polarizzatori lineari possono interferire con i sistemi di autofocus, motivo per cui nella cinematografia digitale vengono utilizzate esclusivamente varianti circolari. L'anello del filtro è montato girevole e consente una regolazione continua della direzione di polarizzazione.

Storia & Sviluppo

Il primo filtro polarizzatore fu sviluppato nel 1928 da Edwin Land e brevettato nel 1938 con il nome "Polaroid". Kodak introdusse nel 1947 i primi filtri polarizzatori cinematografici per cineprese da 35mm. Negli anni '60, i filtri CPL si affermarono con la diffusione delle fotocamere reflex a obiettivo singolo. Con la digitalizzazione a partire dagli anni '90, produttori come B+W, Hoya e Tiffen svilupparono filtri multistrato con un'efficienza di polarizzazione del 99,9%.

Uso Pratico nel Cinema

Terrence Malick utilizzò ampiamente i filtri CPL in "I giorni del cielo" (1978) per le riprese nei campi di grano dorato, al fine di eliminare i riflessi e aumentare la saturazione dei colori. Nelle riprese acquatiche, il filtro riduce i riflessi superficiali e rende visibili i dettagli sottomarini – una tecnica impiegata in "Vita di Pi" (2012) per le sequenze oceaniche. Le sequenze automobilistiche beneficiano della riduzione dei riflessi dei parabrezza, come nelle scene di guida di "Baby Driver" (2017). Il filtro accentua i contrasti del cielo senza alterazioni cromatiche, un aspetto cruciale nelle riprese con luce disponibile.

Confronto & Alternative

I filtri polarizzatori si distinguono dai filtri ND per la loro azione selettiva sulla luce: riducono solo la luce riflessa, non l'esposizione complessiva. I filtri UV offrono un miglioramento del contrasto, ma nessuna riduzione dei riflessi. La moderna post-produzione digitale può aumentare i contrasti, ma rimuovere i riflessi fisici solo con notevole sforzo. I filtri graduati ND affrontano le differenze di esposizione, mentre i filtri polarizzatori agiscono sui riflessi superficiali. I filtri ND variabili utilizzano due strati polarizzanti contrapposti, ma creano artefatti di polarizzazione incrociata a impostazioni estreme. Le matte box con porta filtri consentono la combinazione di filtri polarizzatori e altri filtri senza vignettatura.

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