Inquadratura dal petto alla sommità della testa — piano di dialogo standard. Abbastanza chiuso per l'emozione, abbastanza aperto per il gesto.
Dettagli Tecnici
Il piano medio-ravvicinato viene tipicamente realizzato con focali tra 50-85mm su full-frame, con una distanza camera-soggetto di circa 1,5-3 metri. L'inquadratura ottimale va dalla parte inferiore del petto fino a poco sopra la sommità del capo, prevedendo circa il 10-15% di spazio sopra la testa (headroom). Nelle cineprese digitali, ciò corrisponde a un angolo di campo verticale di 12-18 gradi. Le varianti includono il piano medio-ravvicinato stretto (Tight Medium Close-Up) dalle clavicole in su e il piano medio-ravvicinato largo (Wide Medium Close-Up) dall'ombelico in giù.
Storia & Sviluppo
D.W. Griffith utilizzò per primo sistematicamente il piano medio-ravvicinato nel 1909 in "The Lonely Villa", per amplificare le reazioni emotive dei protagonisti. Sergei Eisenstein codificò nel 1925 in "La corazzata Potëmkin" la funzione drammaturgica del piano medio-ravvicinato come transizione tra osservazione oggettiva e identificazione soggettiva. Con l'introduzione del sonoro nel 1927, il piano medio-ravvicinato si affermò come inquadratura standard per i dialoghi, garantendo la sincronizzazione labiale e includendo al contempo la gestualità. I moderni flussi di lavoro digitali hanno perfezionato la precisa composizione dell'immagine dal 2000 in poi, grazie alle funzioni di focus peaking e zebra.
Utilizzo Pratico nel Cinema
In "Casablanca" (1942), Michael Curtiz utilizza il piano medio-ravvicinato per il 60% di tutte le scene di dialogo tra Bogart e Bergman, per trasmettere la loro ambivalenza emotiva. Hitchcock perfezionò nel 1958 in "Vertigo" il piano medio-ravvicinato con obiettivi da 85mm per ritratti psicologici senza distorsioni prospettiche. Il flusso di lavoro richiede una precisa guida della messa a fuoco a diaframmi f/2.8-f/4.0 e una continua messa a fuoco di inseguimento per movimenti superiori a 20 cm. Vantaggio: equilibrio ottimale tra emotività e informazione spaziale; svantaggio: limitata libertà di movimento degli attori.
Confronto & Alternative
Il piano medio-ravvicinato si distingue dal primissimo piano (Close-Up) per la porzione di corpo più estesa e dalla figura intera per il ridotto contesto spaziale. Mentre il piano americano (Medium Shot) inquadra dai fianchi in giù, il piano medio-ravvicinato si concentra sulla zona del busto. Alternative moderne includono l'inquadratura alla cowboy per sequenze d'azione e l'inquadratura di ritratto per interviste. Nelle scene di dialogo, il piano medio-ravvicinato sta sempre più sostituendo la tecnica dello shot-reverse-shot attraverso dinamici movimenti di macchina all'interno dell'area del medium close-up.