Filtro ottico con film polarizzante interposto tra lastre di vetro; riduce i riflessi su acqua e vetro di 1,3–1,7 stop e aumenta la saturazione cromatica mediante rotazione a 360°.
Dettagli Tecnici
I filtri polarizzatori lineari sono costituiti da un film polarizzante tra due lastre di vetro con uno spessore di 2-4 mm. La trasmissione è tipicamente del 38-42% della luce incidente, corrispondente a una riduzione di 1,3-1,7 stop. L'angolo di polarizzazione può essere regolato continuamente ruotando il filtro di 360°. Le dimensioni standard delle filettature sono 52 mm, 58 mm, 67 mm, 72 mm, 77 mm e 82 mm. Per i sistemi matte box esistono versioni da 4x4" e 4x5,65". La qualità ottica è suddivisa in classi, con filtri professionali che presentano una distorsione del fronte d'onda inferiore a λ/4.
Storia & Sviluppo
Edwin Land sviluppò nel 1928 il primo filtro polarizzatore sintetico con il suo processo Polaroid. Nella cinematografia trovò impiego a partire dagli anni '30, inizialmente principalmente per la drammatizzazione del cielo nelle produzioni in bianco e nero. Con l'avvento della tecnologia del film a colori negli anni '50, la saturazione dei colori attraverso la riduzione dei riflessi divenne più importante. Dagli anni '80, i polarizzatori lineari sono stati sempre più sostituiti da polarizzatori circolari, poiché i moderni sistemi di autofocus e misurazione dell'esposizione possono interferire con la polarizzazione lineare.
Uso Pratico nel Cinema
I direttori della fotografia utilizzano i filtri polarizzatori lineari principalmente per controllare i riflessi su acqua, vetro o superfici bagnate. In "I giorni del cielo" (1978) di Terrence Malick, Néstor Almendros utilizzò sistematicamente filtri polarizzatori per le sequenze dei campi di grano dorato, per eliminare i riflessi e aumentare la saturazione dei colori. Nelle riprese automobilistiche, riducono i riflessi del parabrezza, mentre nelle riprese di paesaggio accentuano il contrasto cielo-terra. Il filtro agisce in modo selettivo: solo i riflessi all'angolo ottimale vengono eliminati, il che richiede un posizionamento preciso della telecamera.
Confronto & Alternative
I filtri polarizzatori circolari hanno ampiamente sostituito quelli lineari, poiché sono compatibili con i moderni sistemi di telecamere. La differenza tecnica risiede in una piastra ritardatrice λ/4 aggiuntiva, che converte la luce polarizzata linearmente in luce polarizzata circolarmente. I filtri ND variabili con tecnologia di polarizzazione combinano la densità neutra con la polarizzazione, ma producono spostamenti di colore a impostazioni estreme. Nella post-produzione digitale, i riflessi possono essere parzialmente rimossi, ma senza le proprietà fisiche della vera polarizzazione. I filtri polarizzatori lineari rimangono rilevanti per le cineprese meccaniche e per applicazioni speciali.