Filtri ND integrati nelle telecamere per cinema per rapido adeguamento dell'esposizione senza cambio ottica, es. ARRI Alexa 35 con 0,6–2,1 ND o Canon C500 Mark II con sistema continuo.
Dettagli Tecnici
Le moderne cineprese, come la ARRI Alexa 35, dispongono di filtri ND interni con valori di 0,6 ND (2 stop), 1,2 ND (4 stop) e 2,1 ND (7 stop). La RED V-Raptor offre una riduzione da 1, 2, 3, 4, 5 e 6 stop. Sony FX9 e Canon C500 Mark II utilizzano sistemi ND interni variabili con regolazione continua da 0,6 a 2,4 ND. I filtri sono costituiti da vetri ottici multistrato trattati, montati su precisi meccanismi servoassistiti. Sensori elettronici garantiscono un posizionamento esatto con una precisione di ±0,1 stop.
Storia & Sviluppo
Panasonic introdusse i primi filtri ND interni nelle videocamere semi-professionali nel 2006 con la HVX200. Sony consolidò il sistema nel 2012 nelle videocamere broadcast della serie PMW. ARRI integrò per la prima volta filtri ND interni nell'Alexa SXT nel 2017, seguita da RED nel 2019 con la Komodo. Canon rivoluzionò il concetto nel 2020 con il primo sistema ND interno a variazione continua nella C500 Mark II. Gli sviluppi attuali si concentrano su intervalli di filtro estesi fino a 10 stop e rivestimenti migliorati per minimizzare l'inquinamento infrarosso.
Uso Pratico nel Cinema
In "Dune" (2021), il DoP Greig Fraser utilizzò i filtri ND interni dell'ARRI Alexa LF per adattamenti di esposizione senza soluzione di continuità durante le panoramiche nel deserto. "The Batman" (2022) si affidò alla Canon C500 Mark II con ND interno a variazione continua per transizioni fluide dal giorno alla notte. I filtri ND interni consentono un'apertura costante di f/2.8 con luce diurna variabile senza cambiare obiettivo. I documentaristi apprezzano il tempo di reazione rapido, inferiore a 0,2 secondi, in condizioni di luce mutevoli.
Confronto & Alternative
I filtri esterni da matte box offrono una maggiore varietà di filtri (fino a 15 stop), ma richiedono un'operazione manuale e attrezzature aggiuntive. I filtri ND esterni variabili spesso presentano spostamenti di colore e polarizzazione incrociata, mentre i sistemi interni rimangono cromaticamente stabili. I filtri ND elettronici nelle videocamere broadcast di fascia alta raggiungono fino a 20 stop, ma costano il triplo. Per valori di filtro estremi superiori a 8 stop, le soluzioni esterne rimangono indispensabili, poiché i sistemi interni sono limitati dalla loro costruzione.