Schermo metallico o in vetro montato davanti a una lampada per proiettare motivi, ombre o texture su superfici.
Dettagli Tecnici
I gobo in acciaio vengono realizzati tramite taglio laser o incisione chimica da fogli di acciaio inossidabile spessi 0,1-0,3 mm e raggiungono temperature fino a 300°C in funzionamento continuo. I gobo in vetro consentono sfumature di colore e dettagli finissimi fino a 150 DPI, ma sono più sensibili alla temperatura e limitati a una potenza massima di 2000W. I moderni fari a LED utilizzano spesso ruote gobo digitali con 6-8 posizioni intercambiabili. I gobo rotanti girano a 0,1-300 giri/min e creano effetti di luce in movimento. La nitidezza della proiezione dipende dalla distanza dalla superficie di proiezione: a 3m di distanza, i fari a profilo raggiungono una nitidezza del bordo inferiore a 2mm.
Storia & Sviluppo
I tecnici delle luci teatrali utilizzavano già intorno al 1920 primitive sagome metalliche davanti a lampade ad arco. Nel 1934, la ditta Century Lighting sviluppò le prime dimensioni standardizzate di gobo per le produzioni di Broadway. Kodak introdusse nel 1962 i gobo fotografici, costituiti da lastre di vetro esposte. Con l'introduzione dei Moving Lights da parte di Vari-Lite nel 1981 nei concerti dei Genesis, le ruote gobo motorizzate divennero uno standard. Oggi, i proiettori LCD e DLP consentono di proiettare oltre 16 milioni di colori e motivi in risoluzione 4K.
Uso Pratico nel Cinema
Roger Deakins ha utilizzato in "Blade Runner 2049" (2017) gobo a veneziana per le caratteristiche ombre delle persiane nell'appartamento di Deckard. Nelle scene notturne, i gobo a cornice di finestra creano in modo economico l'impressione di luce lunare attraverso le finestre, senza un'illuminazione complessa della location. I flussi di lavoro standard posizionano i gobo a 50-150 cm dalla sorgente luminosa per bordi morbidi o direttamente sul faro per contorni nitidi. I gobo "breakup" simulano ombre di fogliame e riducono l'aspetto artificiale di un'illuminazione uniforme. Gli svantaggi includono una perdita di luce del 20-60% a seconda della densità del motivo e possibili distorsioni dovute al calore per i gobo metallici.
Confronto & Alternative
Mentre i gobo proiettano motivi fissi, i moderni server multimediali consentono contenuti variabili, ma costano da 50 a 100 volte di più. I cookie (cucoloris) in legno o cartone creano effetti simili, ma sono meno nitidi e meno durevoli. I gobo digitali nei Moving Lights offrono rotazione e morphing tra i motivi, ma richiedono cablaggi più complessi e programmazione DMX. Per le scene statiche, i gobo classici rimangono la prima scelta per la loro semplicità e affidabilità, mentre le proiezioni in movimento richiedono soluzioni digitali.