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Cubism
Teoria

Cubism

Murnau AI illustration
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Principio compositivo d'avanguardia: rappresentare oggetti da più angolazioni simultaneamente — frammentato, prismatico. Nel cinema via montaggio, framing fratturato o prospettive simultanee.

Il cubismo nel cinema non funziona come nella pittura: non si può semplicemente far volare una cinepresa attorno a un oggetto e mostrarlo tutto contemporaneamente. Si lavora invece con la frammentazione temporale: la stessa scena o azione viene montata da più angolazioni spazialmente o prospetticamente incompatibili, costringendo lo spettatore a ricomporre il soggetto in modo prismatico. Questo crea disorientamento, ambiguità, proprio come i volti sfaccettati di Picasso.

Sul set, questo si realizza attraverso un inquadratura frammentata deliberata. Invece di un piano generale di stabilimento, si passa direttamente a un dettaglio ravvicinato, poi a un piano medio laterale, poi di nuovo ravvicinato, senza la logica classica della continuità. Il vero momento cubista avviene nel montaggio: si assemblano inquadrature in modo che non possano essere risolte spazialmente senza distruggere l'azione. La corazzata Potëmkin di Ejzenštejn utilizza già principi di montaggio simili, non cubisti nel senso del movimento artistico, ma strutturalmente affini. Successivamente, Godard e la Nouvelle Vague li hanno impiegati in modo più consapevole: jump cut, tagli assiali, prospettive simultanee in un unico fotogramma.

In pratica, ciò significa girare una scena di dialogo con assi spaziali contraddittori, o montare piani generali e primi piani in modo che lo spettatore non sia mai sicuro di dove si trovi. Non si tratta necessariamente di cinema sperimentale disturbante, può anche essere sottile, per trasmettere il disorientamento psicologico o la frammentazione interiore di un personaggio. Alcuni registi nativi digitali utilizzano anche lo split-screen o il picture-in-picture come tecnica cubista: più prospettive contemporaneamente nello stesso fotogramma.

La differenza rispetto al puro pensiero del montaggio risiede nell'intenzione: il cubismo non mira alla continuità narrativa o al ritmo, ma alla molteplicità di visioni simultanea. Si tratta di rendere visibile la complessità, non l'efficienza della storia. Chi ha compreso questo, riconosce approcci cubisti anche nel cinema d'autore moderno o persino negli spot pubblicitari che rompono deliberatamente la logica spaziale o temporale per attirare l'attenzione.

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