Strutture narrative o visive multistrato — più trame, linee temporali o piani d'immagine si sovrappongono simultaneamente. Stile Altman.
Sovrapponi più linee narrative senza forzarle in una narrazione lineare: questo è il principio fondamentale delle strutture a conglomerato. Robert Altman lo ha perfezionato: Nashville, The Player, Short Cuts lavorano con 15, 20 o più personaggi sullo stesso piano, le cui storie si toccano solo casualmente o fugacemente. Sul set te ne accorgi subito: non giri seguendo la classica struttura in tre atti, ma per cluster ritmici. Una scena finisce, non perché sia narrativamente conclusa, ma perché la storia successiva, che scorre parallelamente, necessita di essere resa visibile.
Paul Thomas Anderson lo ha ulteriormente sviluppato in Magnolia e Boogie Nights: la macchina da presa rimane fluida, passa tra spazi e tempi come se leggesse nel pensiero. Ogni personaggio riceve il suo peso e ritmo, senza una gerarchia. Questo pone enormi sfide al montaggio: non puoi montare seguendo logiche motivazionali classiche, ma secondo contrasto, eco e ritmo. Una scena silenziosa segue il caos, non perché la storia lo richieda, ma perché la struttura respira.
Visivamente, ciò significa spesso anche stratificazione nell'immagine: split screen, sovrapposizioni, giochi di profondità di campo che costringono lo spettatore a scegliere attivamente dove guardare. Altman utilizzava spesso dialoghi sovrapposti: più conversazioni contemporaneamente nello stesso ambiente, in modo che tu, come spettatore, sentissi in modo frammentario come funziona realmente la realtà. Non è un difetto nel sound design, è un'intenzione architettonica.
In pratica, durante le riprese hai bisogno di una pianificazione estremamente precisa, ma allo stesso tempo di flessibilità per l'emergenza. Non puoi improvvisare spontaneamente come nelle produzioni classiche: ogni storyline parallela deve avere i suoi setup, cambi di luce, coreografie di macchina da presa. Il Production Designer diventerà il tuo migliore amico, perché la coerenza spaziale attraverso tutti i fili narrativi è cruciale. E in montaggio hai bisogno di un montatore che pensi come un compositore, non come un tecnico artigianale. Le frequenze di montaggio, le transizioni, le pause: devono funzionare in modo matematico-musicale, altrimenti la struttura si disgrega nel caos anziché in una complessità controllata.