Film rivolto al pubblico femminile — romance, moda, drammi di amicizia. Etichetta di marketing degli studi, spesso dispregiativa.
Il termine si attacca più al marketing che al film stesso. Gli studi lo usano per etichettare produzioni destinate a un pubblico femminile — storie d'amore, drammi di moda, epopee sull'amicizia. In pratica, significa che sappiamo già prima delle riprese quali colori funzioneranno per i poster, quale musica andrà nel trailer, chi vogliamo attirare al cinema. È un'etichetta, non un'estetica. Un film viene definito "chick flick" non perché raggiunga qualcosa di speciale a livello formale, ma perché la sua distribuzione mira a un certo pubblico femminile — e questo è inteso in modo piuttosto cinico, almeno storicamente.
Sul set, questo si nota: la produzione si concentra su "emotional beats" (momenti emotivi) piuttosto che sullo spettacolo. Mentre un film d'azione pianifica i suoi effetti visivi, il produttore di un "chick flick" pianifica le scene di trucco, i montaggi di shopping, i momenti di lacrime. Si tratta di autenticità nella dinamica relazionale, di costumi e scenografia come narrazione emotiva — simile al melodramma, ma più vicino alla vita quotidiana e all'umorismo. La cinepresa lavora in modo più intimo, più vicina ai volti. L'illuminazione è più calda, conciliante. Il ritmo del montaggio segue le conversazioni, non l'azione.
Il problema con l'etichetta: marginalizza film che sono formalmente impegnativi perché trattano di donne e sono fatti per le donne. Un melodramma degli anni '50 è considerato un classico — un moderno film d'amore con la stessa profondità emotiva viene liquidato come superficiale perché ha in mente un pubblico femminile. Questo è meno un problema tecnico cinematografico e più un problema di valore. Alcune registe hanno deliberatamente invertito la rotta: drammi con un grande sforzo emotivo, un mestiere altamente professionale, ma con una prospettiva femminile — e nonostante ciò, il termine viene appiccicato come un avvertimento.
Nel montaggio e nella post-produzione si nota dove sono i soldi: la correzione colore tende a tonalità pastello e filtri caldi, il sound design rinuncia alla pesantezza dei droni, in cambio ci sono musica indie e colonne sonore acustiche. Non è fatto male — solo fatto deliberatamente in modo diverso. E questa consapevolezza, questo mirato approccio al pubblico, è la vera essenza dell'etichetta. Il "chick flick" non è malvagio, ma è una categorizzazione di marketing che si insinua in ogni decisione creativa.